facebook facebook twitter twitter google plus google plus
Martedì, 23 aprile 2013

In gita a Roma per la mostra di Helmut Newton

Non ci siamo lasciati sfuggire la mostra a Roma al Palazzo delle Esposizioni di  Helmut Newton "White Women, Sleepless Nights, Big Nudes", mostra  che raccoglie le immagini pubblicate dall'autore alla fine degli anni Settanta.  L’Expo è ideata dalla Helmut Newton Foundation, Berlin  e il curatore è  Mathias Harder . Duecento fotografie per un progetto, nato nel 2011 per impulso di June Newton, vedova del grande fotografo, che raccoglie le immagini dei primi tre libri di Helmut Newton, da cui deriva il titolo della mostra.

Nel  1976, Helmut Newton è un famosissimo fotografo di cinquantasei anni, tuttavia non ha ancora dato alle stampe un libro monografico, così decide di curare White Women, oggi considerato un libro leggendario, che riceve immediatamente dopo la pubblicazione il prestigioso Kodak Photobook Award. Seguirono Sleepless Nights nel 1978 e, soprattutto, Big Nudes nel 1981 che rimangono tuttora gli unici volumi concepiti e curati da Helmut Newton e che la mostra a Palazzo delle Esposizioni di Roma riunisce esponendo  200 immagini  ristampate sotto la supervisione della moglie June.

In White Women Newton porta il nudo all’interno del mondo della moda, ottenendo immagini così sorprendenti e provocanti che rivoluzionano lo stesso concetto di fotografia di moda e diventano  testimonianza della trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale.

Anche Sleepless Nights, uscito due anni dopo, è incentrato sulle donne, sui loro corpi, sugli abiti, ma conduce a una visione che trasforma le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage da scena del crimine. È un volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue, tra tutti) ed è quello che definisce il suo stile rendendolo  un’icona della fashion photography.

Le sue modelle vengono ritratte sistematicamente fuori dallo studio, in strada, spesso in atteggiamenti sensuali, a suggerire un uso della fotografia di moda come puro pretesto per realizzare qualcosa di totalmente differente e molto personale.

È con la pubblicazione di Big Nudes avvenuta nel 1981 che raggiunge il ruolo di protagonista nella fotografia del secondo Novecento. Qui inaugura una nuova dimensione, quella delle gigantografie che entrano nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo.

Il percorso espositivo permetterà al visitatore di conoscere una storia diversa e più segreta rispetto a quella più diffusa. Se infatti l’opera di Newton è sempre stata ampiamente pubblicata, e con grande successo, sulle più importanti riviste di moda, non necessariamente la selezione degli scatti, compiuta dalle redazioni, esprimeva in modo compiuto anche il pensiero dell’artista che le aveva realizzate.

Nelle immagini di questa mostra, invece, è il fotografo stesso che definisce com’è e qual’ è la storia che vuole raccontare al suo pubblico. Infatti, l’occhio di Newton ha la capacità di scandagliare una realtà che, dietro alla suprema eleganza delle immagini, consente di intravedere un’ambiguità di fondo di cui erotismo e morte non sono che due aspetti della stessa ricerca di verità che si estende al di là di ogni convenzione. Nel selezionare le fotografie per i libri di cui lui stesso è l’editore, Newton mette in sequenza, l’uno accanto all’altro, gli scatti realizzati per altre committenze con quelli realizzati liberamente per se stesso, costruendo una narrazione in cui la ricerca dello stile, la scoperta del gesto elegante sottendono l’esistenza di una realtà ulteriore, di una vicenda che sta allo spettatore stesso interpretare.

Molte di queste immagini sono eloquenti da questo punto di vista: il ritratto di Andy Warhol colto nella stessa posizione di una statua della Madonna fotografata in una chiesa toscana,Nastassia Kinsky che abbraccia una bambola dalle sembianze di Marlene Dietrich, o la fotografia della donna al cimitero del Père Lachaise di Parigi, o ancora, la sequenza delle donne imprigionate da protesi che, rimediando a un danno fisico, non sono tanto dissimili, in verità, dal make-up che corregge un difetto estetico.

La mostra sarà visitabile sino al 21 luglio di quest'anno. Fateci un salto, non possiamo ovviamente che consigliarvela caldamente.